BIOGRAPHY

Gionni Di Clemente        guitarist, composer and arranger

BIOGRAPHY

“Der Meister der Saiten aus den Abruzzen” – “Il Maestro delle corde”
(Peter Heid)

“eccellente tessitore di trame alle corde di ogni tipo …il musicista mostra e presenta un’abilità ed una sensibilità allo strumento davvero non comuni”
(Sergio Spada Jazz Convention)

“Di Clemente, dividendosi tra bouzuki, chitarra e oud, conduce l’ascoltatore ad esplorare i confini tra micro e macrocosmo, corpo e spirito, cielo e terra.”
(Salvatore Esposito, BlogFoolk)

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Gionni Di Clemente, chitarra classica 10 corde, chitarra acustica 12 corde, oud, bouzouki, sitar, mandolino.

Polistrumentista virtuoso ed eclettico, compone attingendo alle più diverse fonti scavalcando qualsiasi confine stilistico.

Nel 2007 pubblica il suo primo lavoro discografico (Danza Degli Spiriti ED. 227), prodotto dall’etichetta Dodicilune, che viene accolto da ampi consensi della critica specializzata con pregevoli recensioni sulle maggiori testate musicali internazionali e web.

Si esibisce presso importanti festival intermazionali nei contesti più vari dal jazz alla classica contemporanea alla world music, in Italia, Spagna, Germania, Romania, Ungheria, Norvegia, Marocco, Sud Africa, Algeria, Montenegro.

Dal 2008 collabora con il poeta canadese George Elliott Clarke, ambasciatore della cultura per la città di Toronto e insegnante ad Harvard e scrive la musica per accompagnare i versi, interpretati dallo stesso autore, nei più importanti festival del mondo della poesia.

Nel 2012 scrive le musiche per il libro-cd – “Canto Un Mondo Libero” per le edizioni ETS di Pisa, realizzato grazie alla collaborazione tra l’Università Ca ‘Foscari di Venezia, l’Università di Pisa e l’Università di Città del Capo. Il lavoro vede la partecipazione del pianista Darius Brubeck, degli attori Mario Pirovano e Stefania Mulè.

Nei primi mesi del 2013 è uscito il suo nuovo album “Impronte Mediterranee”, registrato in trio con il percussionista Francesco Savoretti e il sassofonista americano Mike Rossi. Con lo stesso trio si esibisce regolarmente in prestigiosi festivals internazionali.

Nel 2014 inizia la collaborazione con la cantante italo-algerina Anissa Gouizi con la quale incide l’album “Cento Mari” e partecipa alla registrazione delle musiche per il film “Buoni a nulla” di Gianni Di Gregorio.

Nel mese di luglio 2014 suona al 57° Festival Dei 2 Mondi di Spoleto con La Mama Theater di New York dove esegue le musiche per lo spettacolo“ Weather” composta e diretta da  Liz Swados.

Nel mese di giugno 2017 esce il nuovo lavoro “In a dense fog” realizzato con la formazione TRIAT che vede la partecipazione del pianista americano GREG BURK

E’ Docente presso il COTTON Lab, scuola di musica e Jazz Club di Ascoli Piceno.

Dal 2009 è Direttore Artistico del festival internazionale Paesaggi Acustici.

FESTIVALS  e appuntamenti più importanti

57° FESTIVAL DEI 2 MONDI, SPOLETO 2014,
con La MaMa Theatre di NEW YORK : “Weather” scritto e diretto da Liz Swados

SOUTH AFRICA TOUR:
THE GUITAR MONTH Festival, Cape Town;  The Crypt Jazz Club;
The Mahogany Room con Ronin Skillen  e Mike Rossi;
Guitar Workshop presso L’Università della Musica di Cape Town,
concerto per l’Ambasciatore Italiano in Sud Africa

GERMANY TOUR
NORIMBERGA Gitarrennacht 2014; HEMSBACHER Gitarrenkonzert;
HOCKENHEIM Guitar Festival; BUCHEN Guitar Festival;
Long Night of Culture, KAISERSLAUTERN; SeeDerSinne Festival, Hemsbach;
The Raven Club, Straubing;  Concerto presso Hohenstaufensaal, Annweiler;
Jutta Glaser Place, Leimen;
Jazz Club di KARLSRUHE jam session con Darius Brubeck;
1° Hirschorner Gitarrenacht

IX International Acoustic Guitar Tour in UNGHERIA e ROMANIA;

DANI GITARE 2017, Podgorica – MONTENEGRO

TOUR IN NORVEGIA
KULTURNATT FESTIVAL, Haugesund; BILLEDGALLERI; CAFE’ MODY;
DOKKHUSET SCENE, Jazz Club di Trondheim (in programma con Chick Corea, John Scofield Trio)

Auditorium del Goethe Institute di RABAT in MAROCCO;

Festival della cultura Europea, Algeri – ALGERIA

SILE JAZZ, Treviso; JESI JAZZ 2017; “Anacapri Fa Musica” XVII edizione, Capri
13a Rassegna Musicale Internazionale “In Concerto” SAN GIOVANNI ROTONDO
25° Festival Internazionale della Chitarra di MOTTOLA; I LEICA JAZZ, Roma
ADRIATICO MEDITERANEO Ancona;  MUSICULTURA, Macerata;
TAM FESTIVAL, Civitanova Marche;  JAZZ ON TOP, Radisson Hotel, ROMA;
LAZZARETTO JAZZ, Mole Vanvitelliana, Ancona;  Marni Jazz Club, Pescara;
“Acustica in Libreria” RINASCITA di ROMA;  FARA MUSIC FESTIVAL, Fara Sabina
Macerata Opera Festival Off; Festival della Fisarmonica di CASTELFIDARDO;
Festival Internazionale Buskers e Musica Etnica; Castellarte Festival, Castelli;  Canone Inverso, Atri; International Guitar Festival “Paesaggi Acustici”;
Jazz & Wine Festival, Offida (Ap); Territori Sonori 2010, Senigallia;
Sibilla Summer Night 2011; Castelbasso 2011; Festival Dell’Appennino;

Nel Mondo della Poesia:

VICENZA JAZZ 2016 con George Elliott Clarke;
PORDENONE LEGGE;
DIRE POESIA, Teatro Comunale di VICENZA, Incroci di Poesia Contemporanea, VENEZIA;
PISA BOOK FESTIVAL; Università Cà Foscari, Venezia;

Estratti Recensioni  

“Der Meister der Saiten aus den Abruzzen” – “Il Maestro delle corde” (Peter Heid)

“un disco estremamente intimo, elegante, della World Music più leggibile ed apprezzabile. Di Clemente è senza dubbio un musicista ricettivo a 360 gradi rispetto alle tradizioni musicali delle culture tangenti la nostra…
Si resta affascinati subito, non appena si comincia l’ascolto, dalle sonorità leggiadre che caratterizzano ogni singolo brano del disco. Si tratta di una musica suadente, certo influenzata da più aree geografiche eppure, nel suo intimo, così squisitamente mediterranea e solare, persino nei momenti dove il compositore sembra voler trasmettere più cupezza.
Non esito ad incoraggiare un lavoro come questo, essendo profondamente convinto della necessità di una musica che passi dapprima per il cuore e non solo per la ragione. Il disco di Gionni Di Clemente sembra incarnare questa idea. Le dieci tracce che lo compongono sono un susseguirsi di piccoli gioielli che entusiasmano e coinvolgono l’ascoltatore.In summa, il disco dell’ensemble di Di Clemente è una piccola opera d’arte (Achille Zoni, JAZZITALIA)

Danza degli spiriti è senza dubbio un piccolo capolavoro sia per gusto che per le qualità degli interpreti, dove finalmente alla tecnica individuale viene preferita la volontà e il piacere comune di creare qualcosa di gradevole e raffinato mettendo da parte inutili virtuosismi, caratteristica (ahinoi) sempre più difficile trovare nelle produzioni moderne.
(Luca Labrini, JAZZ CONVENTION)

Musica cameristica, con molta progettualità scritta ed altrettanta improvvisazione, per certi aspetti vicina alla poetica degli Oregon, ma con forti ispirazioni mediorientali che si fondono in un lirismo nostrano: questa, per grandi linee, la cifra del quintetto messo capitanato dal chitarrista e virtuoso di strumenti a corda Gionni Di Clemente.
(Neri Pollastri, ALL ABOUT JAZZ)

Un world jazz elegante, che unisce in composizioni originali del leader il portato mediterraneo e mediorientale con la musica eurocolta, le sonorità ispaniche con gli accenti sudamericani del tango e della bossa, e altro ancora.
Musicista personale e versatile, Di Clemente è molto efficace alla sei corde.. (JAZZMAGAZINE)

Gionni Di Clemente è uno specialista di tutti gli strumenti a corda…..elabora un personale stile compositivo e improvvisativo, caratterizzato dalla fusione di forme espressive diverse. (Renato Trevisani, SUONO marzo 2007)

L’apertura di “Danza degli Spiriti” introduce perfettamente nella filosofia musicale di Gionni Di Clemente, un pensiero intriso di cultura “dell’altro”, della diversità vista come ricchezza. (MarcoLeopizzi,MUSICAROUND.NET)

“eclettico chitarrista, passa con eguali perizia, tecnica e gusto dalla chitarra al sitar, al bouzouki, all’oud..” (PERCUSSIONI, dic 2007)

“Di Clemente si divide tra chitarra sia classica che acustica, oud e sitar, mostrando dunque una vocazione da polistrumentista degli strumenti a corde, ma anche un’ottima sensibilità compositiva, che gli permette di muoversi a proprio agio sia nei brani che sembrano aprire al profondo Sud e al Medio Oriente, sia in quelli più ancorati alla tradizione europea con alcune sfumature classicheggianti.”(Giovanni Palombo, CHITARRE)

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